1. Due preliminari notazioni, con riferimento al bisogno di coniugare armonicamente unità e autonomia, quali espressioni di un solo valore costituzionale, e all’ingiustificato ritardo nell’aggiornamento dello statuto
Due notazioni di ordine preliminare.
La prima rimanda ad un’avvertenza che può suonare persino ovvia al piano teorico ma della cui osservanza è estremamente complicato avere adeguato riscontro nella pratica; ed è che le innovazioni riguardanti lo statuto, a partire da quelle concernenti le procedure per la sua modifica, alle quali qui specificamente si guarda, hanno da puntare tutte (e risolutamente) all’obiettivo di realizzare una sintesi apprezzabile tra le ragioni dell’unità e quelle dell’autonomia. Non si tratta – come pure si è soliti dire, anche da parte della più avvertita dottrina – di due valori in potenziale, perenne, reciproco conflitto e nemmeno di due valori distinti bensì di un unico, internamente composito valore che, come si è tentato di mostrare in altri luoghi, è quello della promozione – la massima possibile alle condizioni oggettive di contesto – dell’autonomia nella cornice della unità-indivisibilità dell’ordinamento, non già col costo inammissibile di questa, ovverosia è quello della unità grazie alla valorizzazione dell’autonomia. Un’autonomia che dovesse affermarsi in rottura della unità, infatti, non sarebbe più tale, snaturandosi e convertendosi automaticamente in un fatto costituente che, una volta giunto a maturazione, sfocerebbe nella nascita di un nuovo soggetto sovrano che potrebbe rivendicare per sé il riconoscimento degli altri Stati e dell’intera Comunità internazionale. Specularmente una unità-indivisibilità che dovesse costruirsi e reggersi sullo schiacciamento dell’autonomia, seppur astrattamente immaginabile (e d’altronde, come si sa, storicamente affermatasi), urterebbe frontalmente con l’intera tavola dei valori fondanti la Repubblica, a partire da quello di cui all’art. 5, dove pure è fatto esplicito riferimento all’unità stessa, concepita nondimeno quale strumento ed esito allo stesso tempo della promozione dell’autonomia.
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