
Il dibattito sull’adeguatezza territoriale delle Regioni è una sorta di fiume carsico che torna, scompare e ritorna e che pare non trovare uno sbocco, nonostante le molte proposte avanzate nel tempo.
Si tratta di un tema che in Assemblea Costituente vide emergere una sensibilità consapevole della diversa capacità produttiva dei territori e della necessità di porre rimedio al differente livello di sviluppo economico in parti assai significative del Paese. Ciononostante, al di là delle diverse posizioni emerse, accantonando le ipotesi (odg De Martino) di rinvio alla legge per la delimitazione delle Regioni e individuazione dei relativi capoluoghi, si giunse, in definitiva, mediante l’approvazione dell’odg Targetti, a costituire le Regioni storico-tradizionali di cui alle pubblicazioni ufficiali statistiche e così a configurare le 19 Regioni di cui al testo originario dell’art. 131 della Costituzione. Regioni poi divenute 20 con il Molise in forza della successiva legge cost. n. 3/1963, approvata peraltro in deroga al procedimento dell’art. 132, comma 1, che quindi non troverà mai concreta attuazione.
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