
1. La genesi dell’art. 116, III comma, Cost., nell’ambito dei processi di federalismo centrifugo
Il motivo fondante la richiesta di maggiori spazi di autonomia è politicamente riassumibile nello slogan della Lega Nord secondo il quale «i soldi del Nord devono rimanere al Nord». Questa semplice chiave di lettura è sufficiente a spiegare sia i motivi politici che hanno indotto a suo tempo il Parlamento a introdurre lo stesso art. 116, III comma, in Costituzione che le reali istanze materiali che sostengono le recenti iniziative regionali volte a dare attuazione alla clausola di asimmetria.
Con riferimento alla genesi dell’art. 116, III comma, Cost., infatti, è stato chiaramente messo in evidenza che esso fu introdotto «con un emendamento concordato in Commissione, senza una spiegazione delle ragioni per cui erano state scelte quelle materie di competenza esclusiva dello Stato»; per cui, sebbene «mancò una riflessione di carattere sistemico su quello che avrebbe potuto comportare la previsione di forme di asimmetria nell’ambito del regionalismo ordinario», fu comunque chiaro che il vero scopo della disposizione «almeno nella previsione di chi la propose» fosse quello di «allargare il consenso politico e in vista di future alleanze di governo» (corsivo mio) chiaramente con quel partito che chiedeva che i soldi del Nord restassero al Nord.
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