
1. Diritti inviolabili e status civitatis: brevi note introduttive
Il percorso di integrazione dello straniero all’interno di una comunità sociale contraddistinta da un ordinamento giuridico affatto omogeneo rispetto a quello dello Stato di provenienza implica, in concreto, almeno un duplice ordine di problemi: l’uno, di matrice, al contempo, formale ed assiologica, concernente l’interpretazione delle norme costitutive del diritto obiettivo nazionale in una prospettiva di riconoscimento erga omnes della titolarità dei diritti inviolabili della persona; l’altro, di natura eminentemente pragmatica, consistente nell’apprestare tutte le condizioni necessarie a rendere effettive le politiche di inclusione ed il soddisfacimento dei bisogni di vita più elementari in favore dei “non cittadini”.
È noto che i diritti inviolabili e le libertà fondamentali dell’individuo siano contraddistinti dal predicato dell’indivisibilità e spettino ai singoli non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani; pertanto, proprio nella prospettiva teorica dell’universalità della nozione di persona e delle sue caratteristiche dovunque comuni, chiunque, senza distinzione tra cittadino e straniero (e senza distinzione tra straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato e straniero privo di un titolo o di un permesso di soggiorno), ne è titolare.
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