1. Il capovolgimento dei paradigmi costituzionali
Il 13 ottobre 2022 è iniziata la XIX legislatura del Parlamento della Repubblica italiana. Le forze politiche che hanno formato il Governo erano coalizzate su un comune programma che ha previsto la riforma del regionalismo (nel senso del regionalismo differenziato) e l’introduzione del presidenzialismo.
Si tratterebbe di due cambiamenti per i quali già in campagna elettorale si poneva la questione della loro compatibilità, ma invero in modo pretestuoso, perché indubbiamente la combinazione tra regionalismo e presidenzialismo ha dalla sua diversi esempi storici di rilievo.
In questa sede, però, l’attenzione sarà versata sul regionalismo che ha segnato l’intera storia repubblicana dalla scrittura della Carta repubblicana sino al presente. Qui appare di qualche rilievo considerare la condizione del dibattito presente per cercare di adottare i provvedimenti di riforma più adatti a realizzare un miglioramento dello Stato regionale; miglioramento sicuramente delle Regioni, ma soprattutto miglioramento dello Stato, dato che è la condizione di questo ad essere considerata costantemente insufficiente a soddisfare i diritti dei cittadini e poco lusinghiera sul piano europeo e internazionale, per competitività, efficienza, attrazione dei capitali stranieri, sicurezza degli investimenti, giustizia, capacità fiscale, ecc.
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Foto di Steve Johnson su Unsplash.



